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NREL: i microinverter possono ridurre gli ombreggiamenti meglio degli inverter di stringa PDF Stampa E-mail
Il laboratorio per le energie rinnovabili del dipartimento dell’energia statunitense (DOE) NREL ha sviluppato un nuovo protocollo per ridurre gli effetti di ombreggiamento per impianti fotovoltaici, che ritiene che i microinverter siano più adatti degli inverter di stringa per svolgere tale funzione. Il protocollo, denominato «Photovoltaic (PV) Shading Testbed for Module-level Power Electronic», è stato sviluppato dai ricercatori del NREL Chris Deline e Jenya Meydbray in cooperazione con Jason Forrest e Matt Donovan del PV Evolution Labs di Davis, California.
 
Le verità nascoste sui reali benefici del fotovoltaico sul paese PDF Stampa E-mail
EFFETTO CALMIERE SUI PREZZI DELL’ENERGIA ELETTRICA. Il fotovoltaico ha contribuito a calmierare il prezzo dell’elettricità nelle ore di maggiore richiesta, tanto che oggi il picco delle ore centrali della giornata è scomparso. Questo effetto si chiama Peak Shaving e in questo modo nel solo 2011 è stato generato un risparmio di 400 milioni di euro.  RISPARMIO SUI COSTI FUTURI DELL’ENERGIA. Il prezzo delle fonti fossili è destinato a crescere considerevolmente nel futuro prossimo, al contrario delle rinnovabili. È evidente che le risorse economiche destinate alle rinnovabili sono UN INVESTIMENTO: un impianto fotovoltaico si paga una volta e non ha più bisogno di combustile. Le risorse economiche destinate alle fonti fossili sono solo un costo. RIDUZIONE DELLE EMISSIONI DI CO2. La riduzione delle emissioni di CO2, oltre che essere un dovere verso le future generazioni, ha anche delle immediate ricadute economiche positive. Grazie alla capacità installata al 2030, saranno evitate in quell’anno tra 68 e 83 milioni di tonnellate di CO2. I benefici totali, calcolati lungo la vita utile degli impianti, sono compresi tra 107 e 131 miliardi di euro. MENO DIPENDENZA. Il fotovoltaico e la generazione distribuita sono un nuovo paradigma da perseguire con decisione. Ad esempio perché RIDUCE LA NOSTRA DIPENDENZA dai Paesi da cui acquistiamo carburante fossile. Oppure perché prodursi da soli l’energia elettrica significa fare in modo che le stesse famiglie, le nostre imprese, le nostre pubbliche amministrazioni, siano meno dipendenti dai fornitori di energia elettrica e dalla loro (legittima) necessità di generare profitti e utili per gli azionisti. SANZIONI EVITATE. La crescita del fotovoltaico sta spingendo le rinnovabili italiane verso gli obiettivi europei fissati dalla Direttiva 20-20-20. Il mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto comporterebbe delle onerose sanzioni. Sotto questo profilo la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha permesso al Paese di risparmiare negli ultimi tre anni: 590 milioni di euro. VANTAGGI DIFFUSI. Secondo una ricerca curata dal prof. Andrea Gilardoni dell’Università Bocconi relativo ai reali costi–benefici delle rinnovabili in Italia, i benefici potrebbero arrivare nel 2030 a 79 miliardi di euro suddividisi in: -maggiore occupazione; -mancato import di combustibili fossili; -export netto dell’industria; -riduzione del prezzo di picco dell’energia.  
 
La Commissione Europea prepara un piano Marshall di 200 miliardi di euro, includendo anche le energie rinnovabili PDF Stampa E-mail
Secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El Pais, la Commissione Europea sta preparando un piano di investimenti per stanziare 200 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati con l'obiettivo di rilanciare la crescita in Europa. Il progetto mira ad avviare gli investimenti in infrastrutture, energie rinnovabili ed altre tecnologie di punta. Nessun dettaglio è stato rivelato fin ora sul tipo di energie rinnovabili che potrebbero ricevere gli aiuti di questo progetto. L'Unione europea potrebbe optare per varie fonti di finanziamento, quali la Banca europea degli investimenti (BEI) ed il meccanismo europeo di stabilità finanziaria (EFSM). Il piano dovrebbe essere presentato in occasione di un vertice a Bruxelles, previsto per il 28 e 29 giugno.
 
La Sicilia punta sulla 'green economy' con il 'Patto dei Sindaci' PDF Stampa E-mail
Regione e Comuni insieme nella sfida imposta dal cambiamento climatico per raggiungere gli obiettivi energetici comunitari. E' quanto prevede il 'Patto dei Sindaci', l'iniziativa europea presentata a Palermo nel corso dell'Energy Day, alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombaro (nella foto a sinistra), e dell'assessore all'Energia della sua Giunta, Giosuè Marino. Mediante misure di efficienza energetica ed investimenti in energie rinnovabili, i Comuni firmatari del Patto dei Sindaci contribuiranno al raggiungimento dell'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 sul proprio territorio di almeno il 20% entro il 2020. Un traguardo che sarà reso possibile con l'adozione di Piani d'azione per l'energia sostenibile (Paes). Compito della Regione siciliana sarà quello di supportare gli Enti locali, promuovendone la partecipazione al Patto dei Sindaci, attraverso azioni di sensibilizzazione e fornendo il supporto tecnico nell'attività di elaborazione e avvio dei piani. Dei 390 Comuni dell'Isola solo 59, appena il 3,2%, hanno attualmente aderito al Patto dei sindaci, ma solo un comune, quello di Castelbuono (Palermo) ha redatto ed inviato il Piano d'azione per l'energia sostenibile. In Italia i comuni firmatari sono 1.843, mentre quelli che hanno inviato il piano sono 352. "Sono certo - ha spiegato Marino - che attraverso l'opera di sensibilizzazione che la Regione porterà avanti i Comuni siciliani aderiranno in massa al Patto dei sindaci. Le previsioni ci dicono che nei prossimi 40 anni le emissioni di anidride carbonica saranno il doppio di oggi, le istituzioni a tutti i livelli hanno dunque il compito di supportare i comuni nel raggiungimento di obiettivi stabiliti dall'Europa e a cui l'Italia deve adeguarsi". "Le risorse a disposizione - ha spiegato Gianluca Galati, dirigente generale dell'assessorato all'Energia della Regione siciliana - che provengono dal Po Fesr, sono pari a 500 milioni di euro, di cui 300 a disposizione delle pmi e 200 destinati agli Enti pubblici per interventi di efficientamento energetico e sistemi di autoproduzione di energia pulita". "Nella recente Finanziaria approvata dall'Ars - ha ricordato Lombardo - è stato istituito un Fondo di garanzia per il fotovoltaico di 800 milioni, che servirà a famiglie ed imprese per realizzare impianti rispettivamente di 100 KWh e di un MWh".
 
Fotovoltaico, il quinto Conto Energia taglia gli incentivi del 35% PDF Stampa E-mail
Risale alle 21.00 di venerdì 13 la versione ufficiale, rivista e rinumerata, dello schema di decreto sul quinto Conto Energia i cui contenuti sono stati resi noti nei giorni scorsi dai Ministri competenti: Passera, Clini e Catania. A parte i tagli del 32-36% degli incentivi, viene confermato che la tariffa incentivante è riconosciuta per venti anni "a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell'impianto ed è costante in moneta corrente per tutto il periodo di incentivazione".
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